SCRIPTA MANENT - 11/05/2011

Sotto sotto, siam tutti omosessuali, lo diceva Freud, lo penso anch’io!

DI CIRO

Esser “politicamente scorretti” equivale oggi, per analogia, come esempio, alle istanze che spingevano i giovani “impegnati” degli anni 60 ad attaccare, anche fisicamente, i valori e i comportamenti della classe borghese, giudicandoli vuoti, ipocriti. Ho la fortuna – ma è inevitabile – di frequentare conoscere, stimare persone distanti dal mio viver quotidiano e dal mio modo d’essere. Al contempo, curiosamente, sento di aver molti punti d’unione con loro, di modo che possa sentirmi rassicurato nelle affinità e attratto dalle diversità, che sono necessarie preziose leve di apprendimento. Si dovrebbe, credo, superare il paludoso “pro-contro” e scambiarsi invece esperienze, cioè parcheggiate idee frutto di un vissuto. Il termine “teoria” risulta ambiguo perché da’ l’idea di astratto, d’inefficace, mentre dall’etimo si ricava che è la costruzione logica frutto dell’osservazione di un fenomeno reale che spiega appunto causa ed effetto. Ho una mia “teoria” sulla famiglia omosessuale (d’ora in avanti O.), argomento tirato fuori C.R.P. dal nostro Emilio il 25/4 a RR. C’è stato un intervento in diretta di una deputato lesbica, di cui mi sfugge il nome, che lamentava un episodio di discriminazione omofoba ai suoi danni avvenuto per strada. Si commentava anche l’immagine di due uomini, di spalle, che si tengono la mano a far da pubblicità alla carta di spesa “Ikea family” e lo slogan: “Siamo aperti a tutte le famiglie”. Un conoscente contrariato mi ha mandato una mail con cui m’invitava a non andare più lì a far la spesa… (La card ce l’ho pure io! Da Ikea con pochi soldi si comprano oggetti funzionali e di buona fattura. Continuerò ad andarci…) Si dovrebbe distinguere tra un’azione e chi la compie, avendo così la libertà di esprimere qualcosa di personale a riguardo. In occasionali incontri mi è capitato di conoscere o. e devo dire non ne ho avuto una brutta impressione: anzi! Ho conosciuto persone simpatiche, allegre, sensibili, niente a che vedere con le carnevalate tipo “gay-pride”. Diffido per natura delle esagerate ostentazioni, di chi a forza vuol mostrare o convincere delle sue scelte esistenziali, tipo travestirsi da donna con un trucco pesante, grottesco, da maschera tragica. Per quel poco che ne so e ho capito, ascoltando le testimonianze di o. attraverso i massmedia e leggendo qua e là (i trattati di Freud sono dei mattoni!) l’atteggiamento o. nasce, in molti casi, dalla difficile storia della propria famiglia, fin dal suo formarsi: un padre assente, amicizie particolari, un genitore vessatorio che generando una frustrazione in campo sessuale predispone all’o. Un estratto dal pensiero dello studioso ebreo viennese:

“L'omosessualità non è certo un vantaggio, ma non è qualcosa di cui vergognarsi, non è un vizio né una degradazione e non può essere classificata come malattia: noi la consideriamo come una variante della funzione sessuale causata da un certo arresto dello sviluppo sessuale. Molti grandi personaggi antichi e moderni erano omosessuali, e tra loro anche alcuni degli uomini più celebri (Platone, Michelangelo, Leonardo da Vinci, ecc.) [Posso] forse abolire l'omosessualità e sostituirla con la normale eterosessualità? La risposta, a livello generale, è che non possiamo promettere il conseguimento di questo risultato. In alcuni casi è possibile che si sviluppino le sopite tendenze eterosessuali presenti in ogni omosessuale, ma nella maggior parte delle situazioni questo non è possibile” (Freud, 1935, in Jones, 1953, 236). Freud non ha mai organizzato le sue teorie sull'omosessualità in un'opera sistematica. Tuttavia, il suo interesse per l'argomento è durato circa vent'anni, e di conseguenza il suo pensiero sull'o. è complesso e spesso contraddittorio. Egli riteneva, per esempio, che l'o. in età infantile fosse una fase di transizione da superare per raggiungere l'(etero)sessualità tipica dell'età adulta. Pur sostenendo che l'o. era una componente intrinseca e non avesse una "causa" in senso psicoanalitico, Freud ugualmente ipotizzò l'esistenza di una "causa" che motivasse la persistenza di quest'istinto nell'età adulta: l'o. era la conseguenza di un rapporto troppo stretto tra il bambino e la madre durante l'infanzia.

Questo il famoso Sigismondo, mi allineo abbastanza alle sue considerazioni. Non ho nulla di personale contro o. lesbiche trans in quanto individui, mi discosto invece dalla loro condotta. La natura m’insegna che la specie vegetale, animale e quindi l’essere umano, esiste e continua ad esistere grazie all’incontro dei gameti maschio e femmina: vorrà pur dire qualcosa? Chi da ragazzino non ha sentito una pulsione d’affetto forte per un suo amichetto? E’ una larvata o. infantile o un banale semplice affetto che non sfocerà in conoscenza sessuale, direi, in completamento eterosessuale? Effusioni, abbracci, carezze, baci, tra persone dello stesso sesso non sono un male in sé: avviene tra amici, parenti, con quanti si divide una fede religiosa o una passione sportiva, fin dalla notte dei tempi… L’amore – perdonate la parola – ha un curioso paradosso al suo interno: da una parte è autentico e si manifesta attraverso una sua materialità, dall’altra è per sua essenza, nella forma più alta e pura, al di sopra della materia. Ciò si avverte quando si sente di voler bene davvero a una persona: non ci importa quanti soldi ha o, al limite, il suo aspetto fisico, essendo principalmente attratti dal suo essere in quanto persona. Oltre il relativismo etico c’è anche quello che soggettivizza il significato delle parole, come “famiglia” appunto. Si discute ignari che ciascuno sta equivocando sul tema perché è partito dal suo punto di vista e interpretazione. Famiglia umana, tradizionale, allargata, gay, eccetera. Due lesbiche che allevano un bimbo e lo colmano d’affetto: non si può dire che lo stiano danneggiando. Tuttavia, si dovrà poi vedere se il bimbo crescendo non presenterà carenze o sbilanciamenti comportamentali dovuti alla speciale coppia, cosa del resto che può capitare, a onor del vero, per mancanza di attenzione verso i piccoli, anche ad una etero. Non si può negare che ciascun tipo maschio - femmina ha caratteristiche e funzionalità sue proprie (cd. genio) che non solo rappresentano differenziazioni di genere, quanto piuttosto elementi complementari. Si pensi al classico esempio dei cromosomi X e Y dello spermatozoo e dell’ovulo, che unendosi formano l’ovocita che poi progredirà in una creatura maschio o femmina. “Nell'uomo si hanno 23 coppie di cromosomi, di cui 22 sono c. somatici non sessuali (autosomi) ed una coppia di c. diversi, i c. sessuali (eterosomi). Se l'individuo ha due genitori, ogni coppia è composta da un c. ereditato dalla madre e da uno ereditato dal padre. Le due porzioni della coppia di c. contengono le informazioni genetiche relative agli stessi caratteri fenotipici…”

Tornando al tema della famiglia o. si dirà che episodi di o. sono narrati fin dall’antichità o che anche famiglie etero possono essere distruttive verso i figli: è vero! Ma c’è un detto che mi colpisce sempre: il meglio è nemico del bene! Come dire: è meglio un ceffone che una ginocchiata sui denti... ma preferisco non subire nessuno dei due! Riguardo al “genio” maschile e femminile la natura ci presenta un’anatomia inequivocabile. Osservando i genitali si palesano funzionalità e proprietà degli organi sessuali. La loro conformazione “attiva o ricevente” e la presenza di liquido seminale e ovuli, fan pensare alla naturale predisposizione alla riproduzione, a meno che non si usino anticoncezionali. Questo non vuol dire: ‘na botta ‘na tacca! Poi c’è chi pratica sesso orale, anale o altro, ma non si può negare che in via primaria con la bocca si mangia, si beve e si parla, attraverso l’ano si defeca C.R.P., almeno come “primo uso”… La sessualità è totale libera donazione di sè (psiche e soma) all’altro, cercando il suo bene e come fa/da-rgli piacere, perché tale “pratica” non solo è deliziosa ma anche sacra, perché racchiude in sé il mistero della vita (lo dico in senso “laico” e oltre il concetto di procreazione). Il sesso è anche gioco, partecipazione: la malizia, più che nei gesti, risiede nella testa, nella propria cultura personale, per esempio quando cerco l’esclusivo individuale appagamento dei sensi senza preoccuparmi di dar piacere e soddisfare il mio lei/lui. In riferimento alla scelta o. ripeto senza stancarmi che ciascuno della sua vita può farne quel che vuole tranne, a volte, pagarne le conseguenze. Voglio dire che siamo davvero “adulti” quando accettiamo responsabilità ed effetti del nostro agire. Quando manifesto agli altri la mia contrarietà alla pratica o. sovente mi attiro astio e condanna: non me ne vogliate, ma in sincerità dico che non m’importa, non m’interessa ottenere consenso. Poi senza contraddittorio mi dite che dibattito sarebbe? Un mutuo noioso incensamento di idee cristallizzate, dimenticando che ciascuna di esse ha ugual diritto di cittadinanza... Sarò tacciato di omofobia, sessuofobia? Che ci posso fare? Non è vero! Ma certo non sta me a dirlo! Una volta una ragazza mi disse di esser rimasta delusa da me per certe idee, me che invece mi riteneva uno aperto, saggio… Mah! Oggi difendere o credere nella coppia uomo-donna vuol dire essere omofobi… Fate un po’ voi! Intendiamoci: amare qualcosa o qualcuno è sempre lecito, giusto, bello, non si discute questo. Anche il sincero affetto tra due persone dello stesso sesso ha una radice buona, perché l’amore è un linguaggio universale ed è compreso da tutti a tutte le latitudini e situazioni. Il voler bene... non fa male a nessuno! Ma non mi allineo alla pretesa di certa parte gay che vuol far passare le relazioni o. come qualcosa di perfettamente naturale e di carattere sociale ordinario, tanto da dover esser tutelate con norme di legge. Per la tutela patrimoniale il diritto civile garantisce già in gran parte le istanze o. al di là della fattibilità dei matrimoni civili gay. Mi par di sentirli: razzista! Omofono! Cattolico (eh sì oggi è un’offesa!) Ho poche speranze d’esser rettamente inteso, eppure i toni mi sembrano pacati. Ma credo che l’opinione personale dovrebbe rispecchiare quanto vale innanzitutto per sé stessi, cioè come mi comporterei io in una circostanza analoga… Es.: se credo che l’aborto sia un omicidio io voto contro! Non è che devo votare a favore per lasciar liberi gli altri di abortire! In sostanza, non tolgo a te la libertà di sopprimere una creatura indifesa, ma affermo e se vuoi difendo la mia idea!

Dicevo, l’onorevole in diretta auspicava una normativa di tutela per la comunità gay - a suo dire una minoranza e che tale resterà nella società - così come già previsto negli altri paesi europei tranne la Grecia. Io , premesso quanto fin qui detto, temo una soluzione di questo tipo, perché in generale la gente si convince che se un comportamento è consentito e regolato dalla legge allora è intrinsecamente sano, giusto, mentre ciò – almeno seconda la “maggioranza etero” – è quantomeno discutibile. Infatti, quando entra in vigore una norma che regola un nuovo o diverso comportamento sociale si innesca – in genere – un fenomeno di espansione ed emulazione dello stesso comportamento. Mi sovviene la cicuta di Socrate: la sua condanna fu decretata nella democraticissima Atene attraverso un voto a maggioranza! Eppure egli era nel giusto, non aveva intenzione di “rovinare” i giovani nei loro ideali o sovvertire i costumi sociali, cosa di cui era accusato. Riassunto: i più posson aver torto e i pochi ragione! Quindi detestate pure tutti i convinti etero, ma almeno si riconosca a questi eroi “politicamente scorretti” l’onestà intellettuale e il coraggio di certe affermazioni. Si dirà che parlano così i cattolici, quei clericali omofobi che difendono la famiglia tradizionale (non a caso l’ARCIGAY ha come nemico giurato numero uno il Vaticano). Per costoro non è sufficiente ignorare quanto predica il Papa a credenti e non, devono anche costantemente attaccarlo e ridicolizzarlo. Siam tutti democratici (che parolaccia!) ma lui il Papa non si deve “intromettere” in certe questioni di cui ognuno deve essere libero di decidere, a difesa della “laicità” dello Stato! Forse la Chiesa Cattolica , oggettivamente, è l’unica autorità morale che oggi ha il coraggio di certe “anacronistiche” posizioni mentre il comune cittadino, per farsi accettare dagli altri e non esser fuori dal coro, si guarda bene dal manifestare pubblicamente convinzioni non omologate alla massa. Il suo parlare su certi temi sociali potrebbe svelare il suo esser razzista, bigotto, medievale, retrogrado, reazionario, fascista (le parolacce si sprecano!) eccetera. Quindi per questi pavidi va bene tutto: eutanasia, aborto, prostituzione legalizzata (non mai sentito indignazione e impegno civile da parte di gruppi femministi e non per contrastare la condizione degradata della donne che si prostituiscono e che sono mercificate), pornografia libera, sbarchi di migliaia di clandestini, islamizzazione dell’Europa e taglio delle radici cristiane, giustificazione morale e sociale dei sessi di genere (Conferenza OMS di Pechino 2003, è stato dichiarato che esistono 5 sessi di genere: uomo, donna, gay, lesbica, trans), guerre, giochi di potere dei politici e… quel che volete!!!

Una futuristica utopistica visione: una società di soli uomini o donne, oppure di sole coppie di donne o uomini! Oltre che noioso, un mondo così avrebbe vita breve! Oppure no! I figli si potrebbero “progettare” individualmente – al di fuori della coppia o in una gay – in laboratorio, (vedi Elton John sposato con David Furnish, notizia di oggi: farà il test del DNA a suo figlio, ottenuto da madre surrogata, per sapere se è lui o David il padre di Zachary nato il 25 dicembre… 25/12… mi ricorda un’altra nascita… quella di un falegname ebreo a Betlemme… come si chiamava???... mi sfugge il nome! E poi: perché il test?) Oggi tutto è possibile. Poi in futuro la clonazione sarà routine, non ci si “stancherà”, per aver prole, col solito scontato vecchio “su-e-giù”: quando vorrò un figlio sceglierò con chi, come, dove e quando volerlo. Quindi il sesso, il colore degli occhi, dei capelli, un quoziente d’intelligenza elevato e la verifica che non siano presenti nelle cellule riproduttive geni deformati che potrebbero causare malattie ereditarie… Questo avverrà: siatene certi! Non è fantascienza! Ditemi: ci/mi/vi piace tutto ciò? Al di là di discriminazioni e sessismo credo che dall’incontro interpersonale tra i geni maschio e femmina c’è sempre da imparare, di cui umanamente arricchirsi, e che l’intuizione femminile (secondo il filosofo Bergson la prima e più profonda forma di conoscenza) è unica e forse superiore a quella maschile! Tutte le scienze umane, e non solo, dati alla mano, mi han convinto – sono in buona fede non parlo per partito preso - che la peculiarità, la verità della famiglia risiede nell’amore tra uomo e donna con il frutto, i figli, della loro unione sentimentale, psicologica, carnale. Parlo anche con l’esperienza personale di uomo sposato con figli. Ma non racconto dettagli per non appesantire, è un’altra storia…

Per finire un paradosso dalle due facce: senza Dio gli atei non esisterebbero; senza gli etero nemmeno gli omosessuali! 8-) ciaoCiro.

INSERITO IL 17/05/2011 DA CIRO (ciruspa@live.it)

La miglior risposta non è imposta ma riposta! 8-)

Farò quanto detesto e fuggo: una sviolinata, un effluvio di riconoscimenti al Nostro comune Buon Emilio, che apprezzo e stimo perché pubblica questa mail ben sapendo quanto – immagino – sia distante da tutte o alcune mie affermazioni e magari più vicino alle tue posizioni, come dire, permissive (scusami ma ora non mi viene altro termine). Infatti compie il miracolo – se vuoi in senso “laico” ma il termine è di per sé ridicolo – di metterci in contatto e farci esprimere le personali opinioni. Con il B.E. si ascolta ottima musica, ci si diverte, si conoscono autori nuovi, ci si confronta su temi di attualità, permette il libero scambio delle idee, senza pregiudiziali. Caro Alex non ti rispondo perché non è leale tenersi “l’ultima risposta” così come seguitare all’infinito: “La gente da’ buoni consigli quando non può dare cattivo esempio – De Andrè) . Ognuno esprime quanto sente e ciascuno – però in spietata sincerità con sé stesso – considera se e quanto di buono c’è in una persona e nelle vita che conduce. Le persone sono sempre meglio (o peggio) delle loro idee! L’ideologia non è mai l’espressione di un’idea, ma un veicolo per la sua attuazione, di modo che spesso diventa la forzata applicazione di uno schema. L’essenza di un’idea non cambia: varia nel tempo e nello spazio la sua attuazione, poichè cambiano percezione e comprensione della stessa. Per questo le persone intelligenti cambiano idea! Distinguendo idea/logia si rivedono i propri principi anziché accontentarsi di una soluzione preconfezionata: una sfida per l’intelletto e per il carattere. Detto questo, Alessandro-Alex, magari in qualche circostanza RR capiterà di conoscerci e scommetto sarà simpatico, perché se il collante è il comune affetto per il B.E. son sicuro non resteremo delusi. ciaoCiro 8-)

INSERITO IL 16/05/2011 DA ALEX 66

Che due balle!

Carissimo Ciro: ti confesso che sono arrivato a leggere metà del tuo scritto e poi ho lasciato perdere. Tanto sono sempre le stesse cose, sempre gli stessi argomenti, ti giuro, sempre sempre la stessa retorica, sempre quella, sempre uguale. Due balle colossali! Mi sono chiesto, e mentre scrivo continuo a chiedermi: ma che cavolo gli rispondo a fare? Chissenefrega di quello che pensa Ciro, o Rocco Buttiglione, o Giovanardi, o la Binetti, o il signorpapa che si affaccia dal balcone la domenica per scaricare sul popolino le sue secchiate di veleno, contro i "nemici" (immaginari) del suo Potere? Chissenefrega! In realtà, questo piccolo sacrificio (replicare a queste... cose) è parte di una battaglia più grande, quella per la sconfitta dei pregiudizi. E mi tocca, come omosessuale, pure se sfinito da tanta superficialità e pigrizia mentale, mi tocca. Che roba... Hai il timore di essere definito omofobo? Ma è quello che sei caro mio, e non è mica colpa mia, sei tu che scrivi queste cose! Che ci posso fare? Sei omofobo. Mettiti nei miei panni: io sono convinto che le cose vadano chiamate col loro nome, senza sconti o ipocrisie, potrei non dirlo? In fondo è stato il vostro dio (se mai è esistito) a raccomandarsi: "sia il vostro parlare si si, no no...". Però non mi sprecherò in parole inutili. Solo un paio di cosette. La prima: tu non devi "difendere" la famiglia eterosessuale, la "natura", la "verità" e magari tutto l'universo, che sarebbe in pericolo perché due persone dello stesso sesso vogliono dare il nome "famiglia" (che non è copyright nè del cristianesimo nè di altri soggetti, sia chiaro) al loro progetto di vita. Dovete togliervi dalla capoccia che la famiglia sia un concetto astratto, metafisico, oppure che sia un blocco unico, un pezzo di legno uguale per tutti. Non è così. Ci sono tante famiglie quante coppie decidono di formarne una, e ognuna è diversa dalle altre. E hanno tutte la stessa dignità. E nessuno si arroghi il diritto (arroganza e cristianesimo troppo spesso fanno rima) di stabilire quali sono quelle giuste e quelle sbagliate. Dovete farvene una ragione. Il mondo non è di vostra esclusiva proprietà, il mondo appartiene a TUTTI quelli che ci vivono, nessuno escluso. Non devi difendere un bel niente, dicevo, perché se io e il mio compagno ci sposassimo (cosa che faremo davvero) a te e alla tua famiglia non succederà un beneamato cazzo (perdona il francesismo)! E state tranquilli, santoddio, sempre ad alimentare le vostre paure! Poi: per amore di verità e di rispetto del prossimo ("ama il prossimo tuo come te stesso... amate i vostri nemici: se amate solo quelli che vi amano che merito avete?...", cito sempre il tuo dio), smettetela di dire insulsaggini tipo "io ho tanti amici gay, ma...", "io rispetto tutti, anche i gay, ma..." perché poi con quel "ma" ce lo mettete sempre nel culo (niente battute!). Si rispetta una persona se la si accetta per quello che è nel suo complesso, non solo nella parte che ci piace o ci fa comodo! Sul resto (tipo che l'omosessualità esiste in natura in un sacco di casi, per chi non vuole nascondere la testa sotto la sabbia, e se anche esistesse solo nel genere umano sarebbe "naturale" lo stesso) non dico niente perché mi sono rotto i coglioni. Però guarda, che se un domani fossero in discussione i diritti dei cattolici, io -potendo- voterei perché non ne abbiano affatto! Il cattolicesimo è troppo arrogante e prepotente, lo insegna la storia, e la libertà di discriminare non si dà mai, quando è in gioco la democrazia stessa.