LIBRI - 15/01/2007

"Sputerò sulle vostre tombe" di B. Vian

DI SAMANTHA

Nel 1946, un editore francese, visto il successo economico che gli scrittori americani stavano riscuotendo in quel momento in terra d'oltralpe, era alla disperata ricerca della sua gallina dalle uova d’oro.

Sulla sua strada incontrò un conterraneo, Boris Vian, che gli promise di scrivere, in15 giorni, un libro, degno del miglior scrittore americano.

Nacque così Sputerò sulle vostre tombe, un prodotto americanamente perfetto.

Sotto lo pseudonimo di Vernon Sullivan, scrittore nero censurato in America,Vian

ingannò l’intera Francia, fingendosi traduttore dell’opera, e riuscì per due anni circa a tener fede al suo personaggio fittizio.

Come nella migliore tradizione d’oltreoceano, in questo libro, tutti i pezzi del puzzle, trovano, con facilità, la loro perfetta collocazione.

Ci sono sesso, droga (alcol) e non rock ‘n roll, ma blues. C ‘è l’intrigo di fondo, inseguimenti rocamboleschi, violenza, ma soprattutto c’è la vendetta, quella di Lee Anderson, quella della sua razza, almeno per metà.

Il libro andò commercialmente benissimo, nonostante le fortissime polemiche suscitate. Vian fu accusato di avere attentato alla sacra morale della Francia post bellica e processato. (a causa di questo fu costretto a svelare il mistero del finto scrittore americano), ma non smise di scrivere.

In realtà Boris Vian, non smise di fare un sacco di altre cose, visto che continuò ad essere scrittore, musicista, traduttore (tradusse Chandler), attore, ballerino, autore di canzoni, critico musicale, giornalista e autore cinematografico.

Proprio al cinema morì, il 23 giugno 1959 a soli 39 anni.

Le cronache raccontano che, in occasione della proiezione del film tratto da questo romanzo, Vian, già entrato precedentemente in polemica con i produttori della pellicola, cinque minuti dopo l'inizio del film, alzandosi dalla sedia gridò:"Questi tizi dovrebbero essere americani? Sticazzi!" .

Di lì a poco cadde a terra, colto da infarto.



E’ un piccolo libro questo, poco più 100 pagine, che appassionano, scuotono, coinvolgono, atterriscono, muovono a pietà.

Si legge senza alcuno sforzo, serve solo un sospiro profondo, quello necessario a prendere il via.

È una bella scoperta lo scrittore Boris Vian (mi mancano tutti gli altri Vian che fu)..tant’è che bisso con quello che pare essere il suo capolavoro, La schiuma dei giorni.