LIBRI - 27/04/2007
"Everyman" di P. Roth
DI SAMANTA SORRENTINO
Avevo bisogno di un libro che fosse piccolo ma scritto bene. Avevo bisogno di un libro con cui riuscire a stemperare la frenesia dell'ultimo periodo.
E' con questo spirito che ho aperto "Everyman" di Philp Roth. Almeno di una cosa potevo essere certa, sicuramente sarebbe stato un libro scritto bene (pare, infatti, che a Roth manchi solo il premio Nobel). Per il resto, credo probabilmente di avere fatto una scelta avventata.
La copertina, tutta di un intenso nero (strano! Einaudi che abbandona il tradizionale bianco?) avrebbe dovuto forse farmi capire che non stessi accingendomi a leggere un romanzetto da "movida," ma, come spesso succede, non ho afferrato il messaggio che si celava dietro di lei.
Intorno alla fossa, nel cimitero in rovina..questo l'incipit.
Senza troppi fronzoli, veniamo da subito, catapultati in un momento di tragedia, il protagonista del romanzo è appena morto. Siamo al suo funerale, intorno a lui, i suoi cari, quelli sopravvissuti:
Chi per amore (la figlia), chi per dovere (i due figli maschi che lo detestavano), chi per consanguineità (il fratello Howie, quello"figo") , chi per l'ultima volta (le tre ex mogli e l' infermiera) tutti lì intorno, pronti a portare un ricordo e a gettare un mucchietto di terra in quella fossa, prima del seppellimento vero e proprio, che verrà effettuato secondo le usanze del rito ebraico (in cui sono gli stessi partecipanti al funerale-quelli maschi-a ricoprire la fossa di terra con pala e piccone).
A primo acchitto, il romanzo altro non è, che la storia personale del defunto. In seconda.. è molto di più, parecchio di più.
Ebreo (come Roth), figlio di gioiellieri, da bambino responsabile a adulto di bell'aspetto, quello che è diventato la punta di diamante di un avviatissimo studio grafico a NewYork: 3 volte padre, 3 volte marito. Amante, ammalato, paziente..per 7 lunghe operazioni cardiache. Questo l'uomo con cui abbiamo a che fare.
Il nodo centrale del romanzo è soprattutto però il degrado fisico, il lento o subitaneo (dipende sempre dai punti di vista) ma inesorabile, passaggio dalla giovinezza alla vecchiaia, fino all'incontro ineluttabile, quello cui tutti ci aspettiamo di arrivare prima o poi- l'importante è che sia il più tardi possibile- quello con la morte.
Leggiamo e vediamo un uomo che non si arrende, sa di essere vecchio, ma ancora cerca il piacere di una donna giovane. Ha voluto vivere da solo, ma non sopporta una casa vuota. Voleva, una volta in pensione, riposarsi e dipingere...adesso non sa che farci.
Un uomo che pensa e cerca il modo di scovare un diversivo, si condanna per il suo stile di vita passata, ma pensa che in fondo non avrebbe potuto fare diversamente, che soffre per avere abbandonato i suoi figli, ma nello stesso tempo non ha anche lui perso una famiglia?
Un dialogo tra sordi. Tra la propria mente e la realtà, tra il sentirsi giovane e l' essere inesorabilmente vecchio.
L'eterno contrasto tra la volontà e il reale, tra l'apparire e l'essere.
Un libro esistenziale per niente facile direi. 122 pagine che ho faticato, nonostante la scorrevolezza dello scritto (diretto, semplice, magistrale), a leggere.
Non facile perchè dentro ci trovi tanti aspetti della vita che vivi, di quella che hai vissuto, e di quella che vivrai, e in fondo non vorresti leggerne.
E' un testo che racconta l'uomo nella sua essenza, l'uomo e il suo scontro/incontro con la vita, quella che forse talvolta detesta, ma cui non può fare a meno di attaccarsi fino alla fine.
Il protagonista, e non è un caso, non ha nome. Compare, riempie le pagine..ma non ha nome. E' ognuno.
Il titolo, non prende solo spunto dal nome della gioielleria familiare o dalla saga letteraria quattrocentesca, cui Roth ha dichiarato di essersi ispirato, prende spunto da ognuno. E' un libro scritto da e per ognuno.
Non so se consigliarlo o meno, credo che, come per altre cose, anche la scelta di un libro dipenda da chi si è e da come si sta vivendo. Una cosa però è certa: se decidete di leggerlo...proccuratevi della cioccolata per addolcire il palato.