LIBRI - 20/03/2007

"Le cose non sono le cose" di P. Nori

DI SAMANTHA SORRENTINO

Paolo Nori è uno scrittore in cui ti imbatti in una mattina di maggio di qualche anno fa, quando si para davanti ai tuoi occhi un titolo "pancetta", e tu pensi: lo compro per regalarlo a un amico che tesse sempre le lodi della sua pancia.
Compri a scatola chiusa, tu che puoi comprare magari un vestito senza misurarlo, ma un libro..proprio no.
quello mai.
ti sfidi...e Paolo Nori vince.
Pensi che hai fatto bene a leggerlo "pancetta" invece che regalarlo..a chi, hai poi scoperto, ce l'aveva già.
Ti incuriosisce così tanto questo tizio col suo modo di scrivere che decidi di concedergli un'altra chance, ti consigliano un altro titolo strano, "bassotuba non c'è" (chissà dov'è andata ti chiedi), e così segui il consiglio e poi entri nel vortice, e leggi tutto il Nori che riesci a trovare.
Amo leggere in saga, amo leggere in sequenza, amo ritrovare nei libri gli stessi personaggi e seguirne le evoluzioni. Pare un pò che vivano con te. In questo senso potrei dire che la mia curiosità è stata soddisfatta più e più volte dal sig. Nori.
i suoi libri più avvincenti (spezzerei una lancia a favore dell'ultimo "noi la farem vendetta") hanno un unico protagonista Learco Ferrari, alter ego di Nori stesso.
Scrittore in erba (manco poi tanto che quando tutto comincia, il nostro ha 34 anni), trascorre la sua vita, facendo traduzioni dal russo (lui che, come Nori appunto è laureato in letteratura russa), lavorando come magazzienere due ore al giorno, che due ore sembrano essere il tempo correttamente giusto per sopportare lo stress lavorativo e scrivendo racconti.
Sogno nel cassetto del nostro è pubblicare un romanzo.Ci riuscirà?
Leggere per appurarsene.
Anarchico per passione, musicista a tempo perso col suo gruppo "I Bogoncelli", Learco è davvero un personaggio adorabilmente disadattato e reale.
Nevrotico al punto giusto, capace di odi fuor di misura che durano qualche minuto, geloso come solo una persona sana di mente può esserlo, fumatore incallito che smette per riaccenderne un'altra, sportivo da poltrona con l'eccezione di piccoli raptus motori, paranoico del su è giù della bilancia, in poche parole un uomo intelligente e divertente.
Strappa davvero, nei soliloqui o colloqui che intrattiene con la gatta Paoloe con la segreteria telefonica, delle risate genuine, ma non solo. Tra il serio e il faceto, il buon Learco, e Nori attraverso lui, riesce, e spesso, a farti riflettere.
Difficile reperire la prima storia di Learco Ferrari, quella raccontata in "le cose non sono lecose"..mi ci sono imbattura per caso (tutto un "caso" questo Nori) in un assolato pomeriggio di giugno in quel di Perugia.
Spulcia che ti rispulcia, ecco il primo Nori, quello che mi mancava,quello che avevi sempre disperato di trovare.
Conoscevo esattamente il seguito, ma mi mancava l'incipit. Recuperarlo,è stato un piacere, leggerlo, sempre una scoperta.
Certe volte vorrei essere un pò Penelope, tessere una tela che di notte scucio, e avere periodicamente il piacere di leggere un libro così, a stemperare la quotidianità di quei giorni un pò sottotono e pensierosi.
Troverete Learco Ferrari in: le cose non sono le cose/ bassotuba non c'è/spinoza/diavoli/grandi ustionati/si chiama Francesca questo romanzo/Gli scarti/i quattro cani di Pavlov/noi la farem vendetta.
Un' ultima nota personale: ho avuto modo ascoltare Paolo Nori, a un paio di presentazioni dei suoi libri. E' come assistere a un piccolo spettacolo teatrale, lui è trascinante e piacevolissimo.
Non si può poi fare a meno di ricordarsi della sua voce, leggendo di Learco.